La prima citazione di Gorizia appare su un documento imperiale, redatto a Ravenna e datato 28 aprile 1001, inerente la donazione da parte dell’imperatore Ottone III di metà della villa di Gorizia al patriarca d’Aquileia Giovanni «unius ville que Sclavorum lingua vocatur Goriza». L’altra metà di questi beni verrà invece attribuita dall’imperatore Corrado a Verihen o Werner o Guariento, conte del Friuli.
I conti goriziani furono feudatari dei patriarchi, già nel 1210 avevano ottenuto dall’imperatore il privilegio del mercato settimanale, nonché l’istituto dell’avvocazia sulla chiesa di Aquileia.
Eminenti figure segnarono la storia della famiglia comitale come Enrico II che fu uomo potente e saggio. Concesse nel 1307 alla parte alta o «terra superiore» i privilegi di città e il sigillo nel cui corpo centrale era raffigurato il castello, composto su tre piani e coronato di merli a coda di rondine o ghibelline, dominato dal mastio possente, merlato e munito di torricelle in legno e di sporti. La città era un esempio di autonomia medievale: il principale organismo connesso al suo governo era costituito dagli Stati Provinciali, composti da rappresentanti della nobiltà, dai cittadini, ma non dal clero. Il loro compito era quello di affiancare il conte nel governo della contea. L’ultimo conte fu Leonardo che rimase solo al governo per quasi quarant’anni, sposò Paola Gonzaga ma non ebbe figliolanza.
La Contea passò agli Asburgo che la ressero fino al 1918. Nel XVII secolo giunsero un numero considerevole di ordini religiosi che portarono benefici culturali, sociali, scolastici e religiosi.
Il Settecento fu un secolo di notevole importanza e la città conobbe un periodo di grande splendore e fervore culturale: venne fondato il Teatro di Società, venne alla luce il primo quotidiano del Friuli, nacque l'Arcidiocesi di Gorizia, si fondarono accademie e prestigiose scuole di alta formazione, e la popolazione triplicò.
Dopo le lunghe dominazioni napoleonico, la città ebbe un nuovo periodo di floridezza economica con la costruzione dell'industria tessile e di ben due linee ferroviarie.
La tragedia delle due guerre mondiali, i feroci nazionalismi, le dittature del Novecento segnarono in modo indelebile il territorio che però seppe reagire e oggi con Nova Gorica è Capitale Europea della Cultura.
Le passeggiate e i percorsi culturali proposti ripercorrono la straordinaria storia di una città antica, nobile ed elegante che nei secoli ha molto sofferto ma ha saputo sempre reagire e risorgere attraverso la sua naturale propensione al dialogo, all'ascolto e al rispetto reciproco.
PROGRAMMA
15 luglio ore 21.00-22.30: “Da Borgo Castello a Cocevia, dalla città alta dei ministeriali alla piazza del Mercato”; partenza piazzale dinanzi la Porta Leopoldina
19 luglio ore 9.30 – 11.30: “Da Borgo Castello a Piazza Grande (della Vittoria)”; partenza piazzale dinanzi la Porta Leopoldina
22 luglio ore 9.30 – 11.30: “La città della fede: dalla chiesa del Santo Spirito alla Castagnavizza”; partenza piazzale davanti al Santo Spirito
27 luglio ore 9.30 – 11.30: “Da Borgo San Rocco alla Cattedrale”; partenza via O. Parcar sotto la fontana obelisco di Antonio Lasciac (Piazza san Rocco)
30 luglio ore 21.00 – 22.30: “Gorizia e i suoi misteri: dal Borgo di San Rocco a Piazza Grande”; partenza da via O. Parcar sotto la fontana obelisco di Antonio Lasciac (piazza San Rocco);
1 agosto ore 21.00 – 22.30: “Seicento Goriziano: sulle tracce delle madri Orsoline”; partenza piazza della Vittoria sotto la statua di Sant’Ignazio
5 agosto ore 9.30 – 11.30: “Il Settecento Goriziano”; partenza da piazza della Vittoria sotto la statua di Sant’Ignazio
19 agosto ore 21.00 – 22.30: “Dal Medioevo alla Gorizia barocca”; partenza piazzale davanti la chiesa del Santo Spirito in Borgo Castello
21 agosto ore 21.00 – 22-30: “I simboli dell’Impero”; partenza da piazza Vittoria sotto la statua di Sant’Ignazio
25 agosto ore 9.30 – 11.30: “Tra conti e patriarchi nella Gorizia del medioevo”; partenza piazzale davanti la chiesa del Santo Spirito in Borgo Castello