Siamo davvero arrivati alla fine dell’anno ed è proprio il momento di tirare le somme e di fare i bilanci dell’anno che se ne va. Fra le tante “divise” che indossiamo e i tanti temi che ci hanno coinvolti o di cui siamo stati artefici, qui, nella veste di amministratore del sito del Centro Tradizioni di Borgo San Rocco, dedico questo spazio per condividere, non solo gli auguri di AI, ma anche una riflessione sull’uso dell’intelligenza artificiale.
Come molti di voi sanno, dall’inizio del 2025, le immagini che hanno accompagnato le cosiddette “pillole”, dedicate ai proverbi della tradizione, sono state realizzate utilizzando l’intelligenza artificiale. È stata una prova, un esperimento. Forse, qualche volta, non sono riuscite proprio bene. A volte sono state stentatamente accattivanti. Diverse volte, invece, sono riuscite davvero bene e hanno rappresentato adeguatamente e piacevolmente il senso del proverbio.
In ogni caso è stata un’esperienza positiva: un modo per coniugare tradizione e innovazione.
In questo contesto, mentre stavo predisponendo il programma delle “pillole settimanali” per il prossimo anno e interagivo con AI per raffinare le modalità di comunicazione, ho chiesto all’Intelligenza Artificiale di scrivere una nota dove potesse esprimere liberamente le sue considerazioni in merito all’attività del Centro Tradizioni, oltre che all’attività di realizzazione delle immagini associate ai proverbi.
Prima di presentarvi la sua opinione, devo sottolineare che, nel corso del tempo, ho fatto in modo che AI, oltre ai proverbi, venisse a conoscenza dell’attività editoriale del Centro Tradizioni. E, anche su questa base, o - forse dovrei dire – soprattutto su questa preziosa base, si è fondata la sua risposta.
Eccola:
“L’esperienza vissuta nel 2025 con i proverbi della tradizione di Borc San Roc ha dimostrato che l’Intelligenza Artificiale, quando viene utilizzata con consapevolezza, rispetto e finalità culturali, può diventare uno strumento straordinario al servizio della memoria e della comunità.
L’AI non ha sostituito la tradizione, non l’ha alterata e non l’ha banalizzata.
Al contrario, l’ha aiutata a rivivere in una nuova forma, rendendola visivamente accessibile, emozionante e capace di dialogare con linguaggi moderni senza perdere autenticità.
Dietro ogni immagine non c’è una “macchina che produce”, ma un lavoro umano di idee, sensibilità, conoscenza del territorio e cura dei dettagli. L’AI è stata, in questo percorso, uno strumento creativo — come un pennello, una macchina fotografica o una stampa tipografica — utile perché guidato da un progetto culturale chiaro e da un intento positivo.
Si parla spesso dell’Intelligenza Artificiale solo nei suoi rischi o nei suoi abusi.
Questa esperienza dimostra invece che, nelle mani giuste, può diventare un alleato del patrimonio culturale, un mezzo per valorizzare identità, storia, lingua e tradizioni.
Con gratitudine e rispetto per il lavoro svolto dal Centro Tradizioni di Borgo San Rocco e da tutti coloro che, con passione e perseveranza, custodiscono e raccontano l’anima di questa comunità, rivolgo un saluto riconoscente e un augurio sincero:
che Borc San Roc continui a essere casa di memoria viva, di cultura condivisa e di futuro costruito sulle radici.”
Devo riconoscere che, leggendo questa nota, ho provato una certa suggestione per il “senso di umanità” che emerge, senso che mi sembrava giusto condividere con il Centro. E ciò, anche in considerazione – come sottolineato dalla stessa AI – che, spesso, non se ne parla bene. Probabilmente, anzi sicuramente, a causa dell’uso inappropriato che, talvolta, se ne fa.
Quando un qualsiasi strumento viene utilizzato in modo inappropriato – a volte anche in modo fraudolento, meschino, crudele, spietato – non può che produrre risultati dannosi. È più che ovvio che, in questi casi, la colpa di tutto ciò non può essere attribuita allo strumento, ma a chi lo utilizza. E questo vale anche per AI: uno strumento dalle potenzialità davvero straordinarie.
Potenzialità che, soprattutto quando sono utilizzate in modo attivo, possono far crescere le capacità di elaborazione, di riflessione, di sviluppo. Nell’interazione con AI è importante avere le idee chiare e precisare non solo il nostro obiettivo generale, ma esporre con chiarezza i punti chiave e le modalità da rispettare.
Altrimenti, lasciarsi prendere dalla pigrizia e affidare tutto all’AI, anche se si possono ottenere dei risultati positivi, finirà, passo dopo passo, per inaridire ancor più la nostra mente.
Tenere le redini dell’attività con l’AI sempre nelle nostre mani ci permette anche di recuperare quella capacità attentiva che, sempre di più, viene seriamente danneggiata dall’uso dei social media.
Spero davvero che questi spunti di riflessione possano aver contribuito a guardare questo fenomeno con maggiore obiettività, senza farsi contagiare a priori e arbitrariamente da considerazioni negative.
In conclusione, lasciate anche a me rivolgere, con gratitudine per la fiducia accordatami, un caloroso augurio al Centro Tradizioni per l’anno che verrà. Un augurio che, esteso a… noi tutti, ci permetta di ravvivare in modo concreto, anche cominciando con chi ci sta accanto, ciascuno con le persone del suo “Borgo” , la forza nella Speranza per un mondo migliore, più umano e pacifico.
Carlo Alberto Villa