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HOME > Articoli e comunicati:“Intervista a Sergio”, il 18 giugno a Gorizia la proiezione dell’ultima intervista al professor Tavano

“Intervista a Sergio”, il 18 giugno a Gorizia la proiezione dell’ultima intervista al professor Tavano

L’ultima intervista al professore sarà proiettata giovedì 18 giugno alle 19 in Sala Incontro a Gorizia in borgo San Rocco. Al termine della proiezione dialogheranno Vanni Feresin, Marco Plesnicar e Alessio Bassani

data di pubblicazione: 15-06-2026
autore: Ivan Bianchi | tema: INCONTRI CULTURALI
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Nel gennaio del 2025 Ivan Bianchi e Vanni Feresin registrarono un'intervista video con il professor Sergio Tavano relativamente all'incontro con il poeta Giuseppe Ungaretti nel 1966. Da quel dialogo è nato un video che, partendo proprio dall'Incontro Culturale Mitteleuropeo di quell'anno, ha spaziato fino ad arrivare alla Capitale Europea della Cultura nel 2025 e a un discorso su Gorizia, la sua cultura e quella del suo territorio e il futuro della città.
 
L’ultima intervista al professore sarà proiettata giovedì 18 giugno alle 19 in Sala Incontro a Gorizia in borgo San Rocco. Al termine della proiezione dialogheranno Vanni Feresin, Marco Plesnicar e Alessio Bassani. L’intervista e la serata sono realizzate dal Centro studi politici economici e sociali “Sen. Antonio Rizzatti” di Gorizia e inserite all’interno del progetto “Ungaretti, ritorno sul Carso: solo in mezzo a uomini soli” finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto omonimo. Partner dell’iniziativa sono il Centro per la conservazione e valorizzazione delle tradizioni popolari di Borgo San Rocco a Gorizia, l’Università degli Studi di Udine, l’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della D​ifesa – direzione centrale di Roma, la Pro Loco Fogliano Redipuglia e l’Associazione Amici di Castelnuovo di Sagrado.
 
Sergio Tavano, nato a Gorizia il 13 marzo 1928, è stato una delle figure più autorevoli della storiografia e della storia dell’arte del Friuli Venezia Giulia e dell’area mitteleuropea. Laureato in Lettere classiche all’Università di Trieste con una tesi in Archeologia cristiana discussa con il professor Mario Mirabella Roberti, ha legato tutta la sua carriera accademica e scientifica allo studio delle civiltà cristiane e altomedievali dell’Alto Adriatico. Dopo un iniziale percorso come assistente volontario, è divenuto docente stabile nell’ateneo triestino, dove ha insegnato Storia dell’arte bizantina, Archeologia cristiana e Storia dell’arte paleocristiana e alto medioevale, proseguendo la sua attività fino al 2000, con una parentesi anche all’Università di Udine.
 
Per oltre sessant’anni ha indagato in profondità la storia di Gorizia e del suo territorio, ma anche di Aquileia, Grado, Cividale, Trieste, Parenzo, Pola, Venezia e San Canzian d’Isonzo, ampliando progressivamente il proprio orizzonte di studio fino al Mediterraneo orientale e a Costantinopoli, l’attuale Istanbul. Ha collaborato attivamente alle campagne di ricerca archeologica ad Aquileia, Grado e San Canzian d’Isonzo, contribuendo all’avvio delle Settimane di studio aquileiesi e alle prime edizioni delle “Antichità Altoadriatiche”. La sua produzione scientifica ha superato le mille pubblicazioni, affrontando temi che spaziano dall’arte cristiana all’archeologia, dalla storia medievale alle relazioni culturali tra Adriatico ed Europa centrale.
 
Figura centrale del dibattito culturale regionale, Tavano ha partecipato a congressi internazionali, tenuto conferenze in Italia e all’estero, e contribuito alla fondazione e alla crescita di istituzioni culturali come Italia Nostra, gli Incontri Culturali Mitteleuropei e l’Istituto di Storia Sociale e Religiosa, di cui è stato anche presidente. È stato inoltre membro e collaboratore di numerose accademie e società scientifiche, tra cui la Slovenska akademia znanosti in umetnosti di Lubiana, la Deputazione di Storia della Venezia Giulia e la Società di Minerva di Trieste, oltre a far parte delle redazioni di riviste specialistiche come “Studi Goriziani”, “Ce fastu?” e “Acta Historiae Artis Slovenica”.
 
La sua riflessione storica era profondamente radicata nell’identità plurilingue e multiculturale di Gorizia. Amava affermare che in città non esistessero molte culture separate, ma un’unica cultura espressa in lingue diverse, una visione che applicava con rigore e convinzione anche alla ricerca scientifica. Parlava frequentemente il friulano, in particolare la variante sonziaca, e si distingueva per la capacità di coniugare rigore filologico e chiarezza divulgativa. Era inoltre un testimone diretto di eventi cruciali del Novecento: dal fascismo alla guerra, dal confine alla rinascita del dialogo con il mondo sloveno, fino alla visita di Giuseppe Ungaretti a Gorizia nel 1966, che accompagnò nei luoghi della Grande Guerra.
 
Nel corso della sua vita ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio San Rocco, il Premio SOMS alla carriera, il Premio Santi Ilario e Taziano – Città di Gorizia e le onorificenze di Commendatore dell’Ordine di San Silvestro Papa e Commendatore al Merito della Repubblica. La città di Gorizia gli conferì anche il “Premio Città di Gorizia”, riconoscimento al quale volle rispondere con parole rimaste emblematiche: «Questo riconoscimento lo dedico alla mia amatissima Gorizia che si è lasciata studiare».
 
Accanto all’attività scientifica, ha esercitato per decenni il giornalismo pubblicista, collaborando con le principali testate regionali e contribuendo anche a “Voce Isontina”, di cui fu tra i fondatori. La sua figura era caratterizzata da una presenza austera ma profondamente umana: precisione, ironia e profondità di pensiero si accompagnavano a una naturale bonomia e a una costante attenzione per la qualità del discorso culturale.
 
Fino agli ultimi anni, con lucidità e memoria straordinarie, ha continuato a riflettere sulla storia del territorio e sulle sue trasformazioni, consapevole dell’eredità intellettuale lasciata alla città e alla regione. È stato descritto come un “mosaico vivente” della cultura mitteleuropea, capace di leggere la storia locale come parte di un più ampio intreccio europeo.
 
Sergio Tavano si è spento poco prima di compiere novantotto anni, lasciando un patrimonio scientifico e culturale di valore eccezionale e il ricordo di una figura che ha incarnato, per Gorizia e per l’intero Friuli Venezia Giulia, la continuità tra memoria storica, identità culturale e apertura internazionale.
data di pubblicazione: 15-06-2026
autore: Ivan Bianchi | tema: INCONTRI CULTURALI
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    Il 18 giugno alle ore 19.00 - Proiezione dell’ultima intervista al professor Tavano.
    Al termine dialogheranno Vanni Feresin, Marco Plesnicar e Alessio Bassani.
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