Il Tavolo permanente per la tutela della lingua minoritaria friulana ha eletto il suo primo presidente. Nella riunione ufficiale del 25 giugno la guida è andata a Giovanni Bressan, del Gruppo Folkloristico dei Danzerini di Lucinico, con Raffaella Cisilin, del Gruppo Folkloristico Santa Gorizia, come vice. Tra gli undici membri siede anche Vanni Feresin, presidente del Centro per la Conservazione e Valorizzazione delle Tradizioni Popolari di Borgo San Rocco.
Al tavolo ci sono anche Renzo Medeossi per la Società Filologica Friulana, Ermes Dosso per l'ARLeF, Franco D'Altilia per l'Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, Giorgio Lorenzoni per la Pro Loco Gorizia, i consiglieri comunali Eleonora Sartori e Mauro Bordin, Paolo Iancis per l'Unione delle Associazioni di Lucinico e Nicole Blonda per l'Unione Ginnastica Goriziana. Undici persone, tutte di lingua friulana, che mettono attorno allo stesso tavolo il mondo folkloristico, quello associativo, quello culturale e la politica cittadina.
Tra le prime idee messe sul tavolo, corsi di friulano nelle scuole cittadine: a chiederli sono stati gli istituti stessi, segno che la domanda parte dal basso. Il prossimo incontro è previsto per il 2 settembre.
Il Tavolo era nato lo scorso dicembre con una delibera di Giunta, presentato alla città a febbraio: primo organismo del genere in regione. La legge che lo rende possibile è quella regionale sulla tutela del friulano del 2007, che apre ai Comuni la strada per riconoscere organismi di questo tipo — una possibilità che finora nessun altro Comune aveva colto. Il compito è tenere aperto un canale tra chi parla friulano e l'amministrazione, segnalare quando la lingua viene penalizzata, promuovere ricerche sulla sua presenza in città. Un organismo consultivo, senza costi per il Comune, che non si sovrappone alle competenze della Regione né a quelle degli enti già preposti alla tutela delle minoranze.
Per Feresin è un riconoscimento naturale. Archivista, paleografo, storico, da vent'anni riordina archivi pubblici, privati ed ecclesiastici goriziani, spesso fondi di grande valore rimasti a lungo inesplorati. Ha scritto una dozzina di libri sulla città e sulle sue figure, tra cui la raccolta Petali di Gorizia e una guida di Gorizia in sette lingue. Dirige Borc San Roc dal 2014 e la rivista scientifica Kadmos dal 2021, e collabora con diverse testate del territorio, Il Goriziano compreso. Sua l'idea del gioco da tavolo "La notte dei quattro destini", costruito su documenti e diari della Grande Guerra e tradotto anche in friulano e sloveno con l'ARLeF: un modo per far entrare la storia e la lingua del territorio nelle case e nelle scuole, giocando.
Con la sua presenza al Tavolo, quel lavoro di ricerca e di divulgazione trova ora un riferimento istituzionale stabile, dentro un organismo che parla la stessa lingua del Borgo.