Senza tetto fisso, ma con radici lunghe cinque secoli
Da giugno il Borgo San Rocco si trasforma - non nei modi visibili della festa - ma in quelli silenziosi del lavoro. I volontari del Centro Tradizioni cominciano ad attivarsi mesi prima dell'apertura dei chioschi: sopralluoghi, contatti con i fornitori, allestimento dei tendoni, montaggio delle strutture, organizzazione dei turni, i corsi HACCP obbligatori per chi lavora in cucina. Ogni anno, tutto da capo. Perché a Borgo San Rocco non esiste nulla di permanente: ogni struttura che vedete in agosto è stata montata nelle settimane precedenti, e sarà smontata il giorno dopo la chiusura.
È un limite che pesa. Non tanto in termini economici — anche se i costi di nolo, montaggio e smontaggio si sommano anno dopo anno — quanto in termini di energie. Cento volontari che potrebbero dedicare quei mesi alla progettazione culturale, alla cura del programma, ai rapporti con le famiglie e con le scuole, li trascorrono invece a risolvere problemi logistici che una struttura fissa eliminerebbe alla radice.
Non è una situazione insolita in assoluto, ma lo è sempre di più nel panorama delle sagre italiane che funzionano davvero. In molte realtà — dal Veneto all'Emilia, ma anche in contesti friulani e isontini più piccoli del nostro — i Comuni hanno investito in strutture coperte permanenti, aree attrezzate con allacciamenti fissi per elettricità e acqua, magazzini dedicati alle associazioni che animano quegli spazi ogni anno. Il risultato è che quelle associazioni possono fare meglio con meno, e la qualità dell'evento cresce di conseguenza.
Il Centro Tradizioni di Borgo San Rocco organizza da cinquant'anni una delle sagre più longeve d'Italia, porta ogni agosto migliaia di persone nel quartiere, produce cultura e offre alle famiglie goriziane un punto di riferimento estivo che poche altre realtà sanno dare. Sarebbe ragionevole che il Comune di Gorizia considerasse seriamente un investimento strutturale in quest'area — non come favore a un'associazione, ma come scelta di politica culturale coerente con quello che la sagra rappresenta per la città.
Una storia che comincia nel 1500
La Sagra di San Rocco non ha un'origine certa come data, ma ha qualcosa di meglio: ha le carte. Le pergamene custodite nell'Archivio Storico Provinciale permettono di ricostruire una continuità che parte dalla fine del Quattrocento. Nel 1497 fu concessa la licenza per erigere la cappella dedicata al santo; nel 1500 la consacrazione dell'altare maggiore coincide — secondo la ricostruzione del presidente del Centro Vanni Feresin — con quello che potrebbe essere il primo avvio della festa agostana.
La conferma più eloquente arriva però da un documento del 27 giugno 1602, in cui la confraternita di San Rocco vieta esplicitamente i balli nel giorno del santo. Una proibizione del genere si dà solo quando i festeggiamenti sono già radicati abbastanza da creare problema: in altre parole, nel 1602 la sagra profana esisteva già, ed era già abbastanza vivace da preoccupare i confratelli. Dopo la peste del 1623 i goriziani restaurarono la cappella e si impegnarono con un voto alla visita annuale il 16 agosto; nel 1637 fu consacrato il nuovo altare maggiore.
Da quel filo — devozione, voto, convivialità — nasce la sagra che ogni agosto scandisce il quartiere. Quest'anno siamo alla 526ª edizione.
Il Centro Tradizioni, che ne è l'ente organizzatore, fu costituito formalmente il 31 ottobre 1973, con Luigi Nardin primo presidente, Evaristo Lutman vicepresidente e Renato Madriz tra i fondatori. Oltre alla sagra, il Centro pubblica la rivista
Borc San Roc (dal 1989), organizza mostre, conferenze e borse di studio, promuove la lingua friulana e mantiene rapporti con il mondo scolastico e con le famiglie del borgo.
Il programma 2026
La 526ª Sagra di San Rocco si svolge dal
7 al 16 agosto nel Parco Baiamonti. I chioschi aprono ogni sera dalle 19.30.
Venerdì 7 agosto — Inaugurazione solenne alle 19.00 alla presenza delle autorità cittadine, con le danze del gruppo folkloristico Santa Gorizia. A seguire, apertura della mostra
"Quando arriva il giorno del purcit". Dalle 20.30 in pista con I Souvenir.
Sabato 8 agosto — Primo "Incontro sotto l'albero" alle 18.00: presentazione del libro di Roberto Covaz
La Trattoria alla luna. Sapori e saperi del Goriziano (Gaspari). Sera con René e la sua orchestra.
Domenica 9 agosto — Alle 16.00 prende il via la
51ª Gara dai Scampanotadors: le squadre del Goriziano, della Slovenia e del Friuli si sfidano sulla torre campanaria di San Rocco. Sera con Fantasy.
Lunedì 10 agosto — Secondo incontro alle 18.00 in Sala Incontro:
"La notte di San Lorenzo tra fede e meraviglia", dialogo tra Lia Silvia Gregoretti e Giovanna Campagna. Sera con Mediterranea Music Group. Dalle 22.30 prima tombola di beneficenza da 3.000 euro.
Martedì 11 agosto — Alle 16.30 laboratorio creativo per bambini
"Manine in pasta" (prenotazione obbligatoria: centrotradizionigorizia@gmail.com). Sera con DJ Zippo.
Mercoledì 12 agosto — Terzo incontro alle 18.00: presentazione de
Il bauletto delle fiabe di Marilisa Bombi, in dialogo con Elisa Plesnicar. Sera con Mediterranea Music Group. Dalle 22.30 seconda tombola da 3.000 euro.
Giovedì 13 agosto — Sera con Fantasy.
Venerdì 14 agosto — Quarto incontro alle 18.00:
"Nozze tradizionali goriziane — Maridaile di vendemis", presentazione a cura del gruppo Santa Gorizia. Sera con DJ Franck. Dalle 22.30 terza tombola da 3.000 euro.
Sabato 15 agosto — Sera con Fantasy.
Domenica 16 agosto — Alle 10.30
festa patronale, messa cantata e consegna del Premio "Mattone su Mattone". La sera l'ultima notte di sagra con I Souvenir e, dalle 22.30, quarta tombola da 3.000 euro.
Vi aspettiamo!
Si ringrazia di cuore la Cassa Rurale FVG per il sostegno economico che viene assicurato anno dopo anno
- collage di immagini da precedenti edizioni -