Al centro della piazza Vittoria si nota l’elegante fontana del Nettuno, attribuita all’architetto imperiale Nicolò Pacassi, con suo tridente sopra i sei tritoni, che versano dal corpo lo strale d’acqua nel bacino; venne benedetta e inaugurata il 25 marzo 1756.
L’antico pozzo pubblico che gli stava accanto fu otturato nel 1758. L’imperatrice Maria Teresa per la conclusione dell’opera donò parte del ricavato della vendita delle cacce della Contea; il giudice e rettore Francesco de Gironcoli fornì gratuitamente la pietra necessaria e per questa ragione nel 1760 fu creato nobile del Sacro Romano Impero con il predicato di Steinbrunn.
Esecutore dell’opera fu lo scultore Marco Chiereghini.
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Alla fontana del Nettuno è dedicata una poesia di Antonio Lasciac bey, che componeva rime in friulano, in quella lingua sentita e parlata nel borgo natìo che gli ha dato i natali: San Rocco.
Comincia così “La fontana di Netun” di Toni Lasciac:
Ti vevin esiliat Poseidon,
Tu ses tornat Netun Roman.
Un Eccellenza, potent di man
a t'à metut, da bon, in tron,
a t'à scetrat cul to forcial,
e donat la schiera familial.
| Dalla produzione editoriale del Centro Tradizioni di Borgo San Rocco |
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