Il ciclo ligneo che riveste ancora oggi le pareti laterali del presbiterio del duomo goriziano si compone di dodici stalli, in legno di noce, impreziositi da pregevoli intagli a bassorilievo. Le scene rappresentate, in numero di dodici, sono incastonate negli schienali ed hanno come motivo conduttore la «preghiera»: infatti, otto riguardano la preghiera del Pater Noster, una tratta un episodio del Nuovo Testamento (Gesù in preghiera nel Getsemani) e le ultime tre sviluppano un evento inserito nell’Antico Testamento (Mosè in preghiera sul monte Sinai).
L’opera fu commissionata nel 1834 in occasione dei restauri attuati sotto la prepositura di Agostino Codelli e promossi dopo il ripristino, nel 1830, dell’antica intitolazione del duomo ai Ss. Ilario e Taziano. Gli stalli precedenti, predisposti in seguito all’istituzione dell’Arcidiocesi di Gorizia (1752) ed arricchiti dai dipinti del pittore Antonio Paroli (1688-1768, autore anche dell’affresco con la Gloria di San Vito sulla parete di fondo), furono levati dall’originaria collocazione: la pianta realizzata dal De Peris, nel 1775, li individuava tra i gradini dell’arco santo e l’altare maggiore pacassiano da cui erano separati tramite il trono dell’Arcivescovo e i seggi dei celebranti.
| Dalla produzione editoriale del Centro Tradizioni di Borgo San Rocco |
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