Dal 1850 la famiglia Eder si trasferì a Gorizia, dove Giuseppe si mise alle dipendenze di Enrico e Angiolina Ritter de Zahony prendendosi cura del giardino retrostante il palazzo di via Teatro 24 (ora sede municipale).
Il palazzo era stato ereditato da Giovanni Cristoforo Ritter de Zahony nel 1838. Il cosiddetto giardino consisteva in realtà in un vasto appezzamento di terreno con boschetti all’inglese, viali, giardini, orti con erba e frutti, pascoli che, pur nella sua impostazione formale dimostrava già un accenno paesaggistico. Non mancava neppure un “conservatorio botanico di legno” annesso al palazzo. Palazzo e giardino subirono trasformazioni e aggiunte adeguandosi allo stile romantico che caratterizzò i giardini padronali goriziani nella seconda metà dell’Ottocento.
Artefici della ristrutturazione del giardino i coniugi Ritter, ma in modo particolare la consorte Angiolina Sartorio che, memore degli insegnamenti del padre sulla impostazione paesaggistica trasformò la planimetria del giardino con sentieri curvilinei, radure, boschetti, arricchendolo con moltissime specie arboree e floreali ornamentali, con elementi architettonici, tra cui la grande serra.
Di tutto questo si prese cura il giardiniere Eder, che dimostrò le sue doti di botanico allevando essenze ornamentali esotiche e rare per le quali più volte venne premiato nelle esposizioni dove prese parte in qualità di giardiniere della famiglia Ritter.
| Dalla produzione editoriale del Centro Tradizioni di Borgo San Rocco |
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