(foto: I giardini pubblici e la fontana del «Gyulai» in occasione del 47° Festival Mondiale del Folklore dell'agosto 2017)
I giardini vennero creati nel 1863 su un terreno agricolo della famiglia de Grazia, furono concepiti per una città di rango che ospitava villeggianti, aristocrazia, funzionari pubblici e alto borghesi. Oltre a viali e aiuole, il giardino fu impreziosito dalla raffinata ottocentesca fontana del «Gyulai», donata dal maresciallo Gyulai che era giunto a Gorizia per passare qui gli anni della pensione.
Dopo il primo conflitto mondiale il parco subì delle trasformazioni e la superficie venne ridotta per il cambio della viabilità.
Il Giardino comprende essenze locali ed esotiche e dalla parte di Corso Verdi spicca la colonnina atmosferica asburgica del 1895, nella quale si leggono ancora oggi le temperature e tutti i dati legati alle varie statistiche legate al caldo, freddo e umidità.
Oggi al suo interno si trovano i busti di importanti personaggi cittadini come Carlo Favetti o Max Fabiani; da sottolineare che il controviale di destra è intitolato all’arcivescovo Pietro Cocolin, molto amato dalla popolazione locale.
Proprio di fronte ai giardini pubblici non passa inosservato il palazzo in stile veneziano dell’INA assicurazioni con le sue tipiche finestre e i mosaici.
| Dalla produzione editoriale del Centro Tradizioni di Borgo San Rocco |
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