Per questa ricetta l’immagine del piatto è stata generata dall’AI: un modo per coniugare tradizione e innovazione.
Con ‘Sùf’ o ‘Zùf’ in friulano/dialetto, termine che significa ‘miscuglio’ e per esteso anche ‘confusione’, si indica in genere una sorta di zuppetta di tradizione contadina regionale che un tempo si mangiava spesso anche a colazione nelle fredde mattinate d’inverno.
Come la panada, il sùf era un alimento della cucina povera, un piatto dagli scarsi valori nutrizionali che aveva lo scopo di saziare piuttosto che nutrire.
A Gorizia è scomparso, mentre attualmente alcune trattorie carniche lo hanno rivalutato sia nella ricetta tradizionale sia in abbinamento con alimenti più ricchi e gustosi. Ci sono sùf a base di semolino o di farina di granturco, anche con l’aggiunta di zucca.
Sùf
Farina di mais o semolino (Gries) 200 g, latte 2 litri, burro 20 g, sale.
Versare il semolino nel latte bollente salato e portare a cottura. Alla fine aggiungere il burro. In uso c’è anche una versione dolce con l’aggiunta di zucchero al latte e, a piacere, un pizzico di cannella.
Sùf di zucca
Zucca gialla 250 g, Farina di mais per polenta 250 g, Latte 500 ml, Burro 50 g, Sale.
Lessate zucca sbucciata in pezzi in acqua bollente salata per 20 minuti, poi scolatela e passatela al passaverdura/ mixer ad immersione in modo da ottenere una purea. Versate nel paiolo l’acqua di cottura della zucca, scioglietevi il burro e poi versate a pioggia la farina di mais; fate cuocere, a fuoco medio, per circa un’ora.
A metà della cottura incorporate la polpa della zucca cotta, mescolando per amalgamarla.
Infine, dividete la crema ottenuta in ciotoline monoporzione e servite coprendo con il latte tiepido.