Nel cuore di Borgo San Rocco, al centro della piazza, si innalza la fontana monumentale progettata da Antonio Làsciac.
Prima di lei, davanti alla chiesa, c’era un antico pozzo, luogo essenziale per l’acqua, ma anche per gli incontri, le parole, la vita quotidiana del borgo.
Proprio lì, attorno a quel pozzo, Antonio Lasciac trascorse la sua infanzia.
Anni dopo, ormai architetto affermato in Egitto, volle donare al suo paese un segno concreto di riconoscenza: un’opera nuova, elegante, solenne.
Il 25 aprile 1909 la fontana monumentale fu inaugurata solennemente tra musica e folla festante alla presenza delle massime autorità cittadine.
Tre parti la compongono: il basamento in pietra del Carso, le vasche e l’obelisco che si slancia verso il cielo.
Un segno verticale, quasi un ponte simbolico tra la terra e l’infinito.
Per oltre un secolo, la fontana è stata molto più di un monumento. Ha visto passare generazioni, guerre, trasformazioni. Ha ascoltato conversazioni, silenzi, risate.
Oggi è memoria viva del borgo. Un legame di pietra tra passato e presente. Un dono che continua a raccontare la storia di San Rocco.