La costruzione avvenne grazie alla volontà e al contributo finanziario di Carlo Michele d’Attems, primo arcivescovo di Gorizia. La consacrazione ebbe luogo il 4 novembre 1768, giorno di san Carlo Borromeo. Nel 1786 divenne magazzino militare e nel 1797 ci fu il ripristino dell’attività liturgica. Nuovamente spogliata durante l’occupazione francese fu riaperta nel 1818. Durante la Prima guerra mondiale subì gravi danni e fu riaperta al pubblico il 4 novembre 1924, rimanendo aperta solo in particolari occasioni. L’ultima radicale ristrutturazione risale al 1982.
L’interno è molto particolare per la sua forma e per l’allungamento del presbiterio. L’altare marmoreo proviene dai francescani di Parenzo e la pala è della pittrice goriziana Eugenia Sturli che la donò alla chiesa nel 1900.
In S. Carlo Borromeo sul soffitto, in un affresco che rappresenta il santo che distribuisce sacchetti di monete a delle giovani per la dote, vediamo accanto ad esse un cane bianco, in questo caso simbolo di fedeltà. Il dipinto è opera di Antonio Paroli che la eseguì nel 1766 su commissione dell’arcivescovo Carlo Michele d’Attems.
| Dalla produzione editoriale del Centro Tradizioni di Borgo San Rocco |
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